Facendo seguito ai perduranti ritardi di questa Amministrazione, in relazione all’espletamento di quanto necessario all’erogazione degli importi inerenti agli istituti contrattuali a favore dei dipendenti – ormai da troppo tempo attesi – conseguentemente a precedente diffida, si rende noto quanto messo in atto da questa Sigla Sindacale.
C.M.C. e progressioni verticali in deroga: un’occasione mancata.
24 Giugno 2026
Quando si parla di progressioni di carriera all’interno di un contesto lavorativo si è soliti immaginare che si debba potervi aspirare a seguito di un percorso professionale condotto nel tempo all’interno della propria collocazione di lavoro, in funzione delle competenze realmente acquisite, figlie delle esperienze maturate, che ti abbiano permesso di aver dato reale e positivo contributo alla struttura di cui fai parte.
Se tutto fosse legato ai soli titoli di studio non servirebbe parlare di carriera professionale, stante che i titoli potrei averli conseguiti ancor prima di essere integrato in quel contesto ma, magari, non conoscere nulla di quello che sarà il lavoro che andrò ad espletare.
Lo stesso Ministro Zangrillo (Ministro per la pubblica amministrazione della Repubblica italiana) aveva voluto queste progressioni verticali in deroga (quindi con accesso tramite il titolo di studio inferiore a quello che solitamente viene richiesto) proprio per dare impulso alla crescita di chi reputato meritevole.
La novità del punteggio, con un massimo di 32 punti, che permetteva ai dirigenti di attribuirlo in funzione di concretamente incidere sulla crescita di chi reputato adeguato (e loro conoscono bene i propri dipendenti…), era nata proprio perché si voleva dare strumento che permettesse di gratificare coloro che, avendolo dimostrato, meritassero di assurgere all’area superiore.
Sappiamo che il punteggio che ha generato le graduatorie di questa progressione è figlio, nonché somma, dei titoli di studio posseduti e connessi, nonché del cosiddetto “colloquio di approfondimento”, con il quale si dovessero attribuire quei benedetti 32 punti.
Nel momento in cui rendi tali colloqui figli di un “algoritmo” hai vanificato il presupposto stesso di questa modalità.
Spiego meglio di seguito.
Istituire commissioni e far diventare detto colloquio un esame con attribuzione di asettici punteggi legati esclusivamente alle risposte date alle domande in busta chiusa, proposte ad ogni candidato, ha vanificato quella facoltà di attribuire valore alla crescita professionale di ognuno, negli anni trascorsi all’interno dell’Ente.
Bene inteso: niente di illegittimo, ma probabilmente un’occasione perduta.
E non solo per qualche candidato ma, anche e soprattutto, per l’Amministrazione, la quale, in vari casi, non potrà avere chi lo merita nei ruoli più adeguati.
Tutto nella triste constatazione che, spesso, non si riesca a premiare chi vuole fare, fa e sa fare.
Probabilmente serviva più coraggio e anziché deresponsabilizzarsi delegando a commissioni ed esami quel punteggio, sarebbe stato opportuno perseguire la reale ratio delle progressioni verticali in deroga, per come erano state immaginate.
Ma purtroppo la pubblica amministrazione italiana soffre di cronica malattia di ingessamento: troppo legata (ingessata) alle carte piuttosto che ai meriti dimostrati e a poco vale, poi, lamentarsi che essa viva dei soliti e arcinoti problemi di sempre: l’efficienza e l’efficacia, a mio avviso, si perseguono diversamente.
Maurizio Guarnaccia
R.S.U. di FP CGIL per la Città Metropolitana di Catania
Resoconto Assemblea del 03/03/2026
24 Giugno 2026
Come da oggetto, oggi si è tenuta la prevista Assemblea con la quale le RR.SS.UU. hanno inteso informare i colleghi-dipendenti di quanto alle risultanze dell’incontro di conciliazione e raffreddamento, avvenuto in data 23/02/2026.
Da sottilineare la cospicua partecipazione all’evento di larga parte della forza-lavoro dell’Ente che, evidentemente, ha ormai maturato la necessità di testimoniare vicinanza e solidarietà alle OO.SS., in relazione alle tante azioni che si stanno compiendo a beneficio di istituti che impattano su tutti indistintamente.
Si è certi che tale coinvolgimento sarà, da qui in poi, la consuetudine con la quale verranno vissute le adunanze organizzate ai fini della tutela dei diritti dei lavoratori: questi lavoratori denotano, ormai, un certo convincimento e ampia maturità nell’aver compreso che solo l’unione ci dà maggiore forza verso la controparte, per affrontare adeguatamente tutti i temi sul tavolo.
La riunione ha visto relazionare su un veloce escursus dell’incontro del 23/02/2026 e ha ribadito che lo stato di agitazione permane, seppur in attesa del concreto mantenimento delle promesse espresse, circa le date di espletamento di quanto necessario.
Determinante, in questa vicenda, è stato proprio il vasto coinvolgimento dei colleghi nell’incontro del 23, di cui è stato dato ampio risalto a mezzo stampa (cartacea e online): non è di certo passato inosservato che 420 dipendenti risultino coesi nelle azioni avviate.
È ovvio che, nella malaugurata ipotesi per la quale non avvenisse quanto dichiarato, queste OO.SS. sono pronte ad azioni ancora più incisive ai fini del perseguimento dei propri diritti.
Assemblea dei dipendenti 03 Marzo 2026 – ore 10,00-12,00
24 Giugno 2026
Si invita a prendere atto di quanto in relazione all’oggetto e di cui alla nota visionabile QUI
Si chiede la MASSIMA PARTECIPAZIONE!
N O N M A N C A T E ! ! !
(piano -1)
(clicca sull’immagine per la locandina dell’evento)
Esito incontro con Vice-Sindaco a seguito convocazione susseguente allo stato di agitazione.
24 Giugno 2026
(clicca per ingrandire)
Si rende noto quanto all’oggetto e se ne fornisce verbale conseguente.
È d’uopo indicare che dopo intenso seppur garbato confronto, abbiamo finalmente DATE CERTE per gli adempimenti e le procedure di cui si lamenta il mancato esito, motivo della protesta in atto.
Volendo rimanere fiduciosi sul rispetto di dette date, si attende concreta applicazione di quanto concordato: allo stato, l’incontro può definirsi certamente positivo.
++ AGGIORNAMENTO 18.02.2026 e 19.02.2026 ++ 16.02.2026 – Richiesta espletamento del tentativo di conciliazione
24 Giugno 2026
Come da oggetto, si rende noto quanto richiesto dalle Segreterie Provinciali della Funzione Pubblica delle OO.SS., che, in maniera congiunta, danno conseguente corso all’attuale stato di agitazione, soprattutto in considerazione del perdurante stato di inerzia a dispetto di quanto già messo in atto allo scopo.
COMUNICATO UFFICIALE DELLE OO.SS. EMESSO IMMEDIATAMENTE A SEGUITO DI QUESTA ASSEMBLEA (clicca per aprire lo spoiler)
FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e CSA Città Metropolitana di Catania, proclamato lo stato di agitazione: 420 dipendenti in mobilitazione +++ L’assemblea sindacale unitaria indetta dalla RSU della Città Metropolitana di Catania, riunitasi nella sede di Tremestieri Etneo, ha deliberato lo stato di agitazione dei 420 dipendenti dell’Ente, a fronte del perdurante immobilismo dell’amministrazione sul fronte degli istituti contrattuali e delle condizioni di lavoro. FP Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa hanno deciso di avviare una mobilitazione formale dopo mesi di sollecitazioni rimaste senza riscontro concreto. Al centro della vertenza, questioni che incidono direttamente su salari, diritti e valorizzazione professionale del personale: dai differenziali stipendiali (ex PEO) per gli anni 2023, 2024 e successivi, alla produttività 2024, dalle progressioni verticali in deroga al welfare 2025, fino alle indennità di maneggio valori e alle indennità di rischio e disagio per l’anno 2024. “Non siamo più disponibili ad accettare rinvii e promesse disattese – dichiarano congiuntamente Concetta La Rosa (FP CGIL), Danilo Sottile (CISL FP), Mario Conti (UIL FPL) e Stefano Grasso, responsabile provinciale CSA –. Dopo incontri, verbali e impegni formali, lo stato dei fatti è sotto gli occhi di tutti: nessuna risposta concreta, nessun atto conseguente. Lo stato di agitazione è una scelta obbligata, non ideologica”. Le organizzazioni sindacali sottolineano come la decisione assunta dall’assemblea rappresenti un segnale di responsabilità e determinazione da parte dei lavoratori, che chiedono il rispetto degli accordi e l’immediata attivazione delle procedure contrattuali previste. “La Città Metropolitana non può permettersi di tenere bloccate professionalità, risorse economiche e diritti – proseguono i segretari –. Serve un cambio di passo immediato. In assenza di risposte rapide e verificabili, la mobilitazione sarà inevitabilmente rafforzata”.
Come da titolo, si rende conto di quanto motivo dell’evento (Esito Assemblea).
Innanzitutto va sottolineata la cospicua affluenza da parte del personale dell’Ente, che finalmente ha preso atto del grave stato dei fatti e ha maturato la necessità di esserci, a testimonianza di quanto la misura sia colma.
Sono state affrontate varie tematiche inerenti all’inerzia dell’Amministrazione sul mancato espletamento di vari istituti contrattuali:
Differenziali Stipendiali (ex P.E.O.) 2023, 2024 e successivi (nessuna notizia concreta!!!);
Performance (Produttività) 2024 e successiva (nessuna notizia concreta!!!);
Progressioni Verticali in deroga (nel limbo, nonostante sia stata definita la procedura valutativa/colloquio – DOVEVANO ESSERE DEFINITE ENTRO IL 31/12/2024!!!):
Welfare 2025 (nessuna notizia concreta!!!).
oltre a quanto in relazione all’analisi di ciò che, seppur espletato, si è fatto in maniera assolutamente non diligente e inadeguata (come nel caso del Welfare 2024 definito tardivamente, generando problematiche e disagi dovuti alla scadenza a ridosso dell’attribuzione dell’importo o come la Produttività 2024 – oggi detta Performance – ove a causa dei problemi personali di uno dei componenti dell’OIV si è rimasti nel limbo senza che nessuno provvedesse alla nomina di un sostituto, …).
Si rimarca che i ritardi appaiono ancor più gravi anche nell’ottica dell’incontro tra il Sindaco Metropolitano con le Segreterie della Funzione Pubblica delle varie OO.SS., avvenuto in Luglio 2025, in cui si sancivano le scadenze entro cui espletare le procedure dei vari istituti contrattuali previsti e che, invece, ha tristemente evidenziato come quelle stesse dichiarate scadenze siano state totalmente disattese.
Per non parlare poi di temi certamente meno cogenti ma sempre importanti come l’incapacità di attivare i locali del bar, fermi da Ottobre 2024, con l’annessa sala di consumazione pasti o finalmente dare dignitosa sistemazione al parcheggio sterrato al piano -2.
Cose per le quali questa Sigla ha più volte scritto, sollecitando soluzioni, con l’amara constatazione che questa Amministrazione non ci reputi nemmeno degni di avere risposte alle note per iscritto da noi sottoposte. Di soluzioni, poi, non se ne vedono proprio.
E quando questa Amministrazione raramente provveda a rispondere, lo fa con tempi ben oltre la legge e la ragionevolezza (50/60 gg. di media, quando, invece, si chiede ad un istruttore o ad un funzionario di espletare i procedimenti entro 30 gg. com’è giusto che sia per normativa, a pena di richiamo).
Si fornisce il VERBALE approvato all’unanimità: CLICCA QUI >>>
LE NOSTRE PROPOSTE DI EMENDAMENTO ALLA LEGGE DI BILANCIO
24 Giugno 2026
(clicca sull’immagine per leggere intera locandina)
Sciopero del 12 Dicembre 2025
24 Giugno 2026
(clicca per ingrandire)
Considerazioni a seguito Assemblea Provinciale Funzioni Locali – Catania Palazzo della Cultura – 12/11/2025 – 11,00/14,00
24 Giugno 2026
A cosa serve un CCNL?
Certamente a sancire i rapporti tra le parti in causa, in relazione a diritti e doveri di ognuno, ma, molto più laicamente, serve soprattutto a stabilire quanti soldi andranno in tasca ai dipendenti, al fine di adeguare salari e stipendi al reale costo della vita.
Se un CCNL non soddisfa tutto ciò, che senso avrebbe rinegoziarlo periodicamente?!?
E se un Sindacato non tutela la classe lavoratrice trattando gli aumenti necessari in merito a quanto espresso, che Sindacato è?!? A che serve?!?
È su questi presupposti che FP CGIL si è rifiutata di firmare il CCNL 2022-24 del nostro comparto, che ha visto, al contrario, tutte le altre sigle sedute al tavolo, piegarsi ad una pre-intesa che avalla un Contratto a dir poco indignitoso.
Noi vogliamo ancora guardare negli occhi i nostri iscritti e simpatizzanti e non vergognarci quando qualcuno dice che il Sindacato, ormai, non serva più a nulla. Non è accusa che ci riguarda.
In sede dell’Assemblea di cui trattiamo, abbiamo analizzato il CCNL 2022-24 non sottoscritto dalla FP CGIL.
La FP CGIL non ha inteso firmare proprio perché non può accettare un Contratto che impoverisce i lavoratori.
Dopo mesi di trattativa nulla si è modificato in termini di salario, rimanendo fermo al 5,78% di incremento contro un’inflazione del 14,8% nel periodo di riferimento, con una perdita del potere di acquisto di circa 10 punti.
Aumenta tutto, mutuo, utenze, ma non i salari.
Nonostante la piattaforma unitaria, creata prima dell’inizio della trattativa tra le parti, che voleva saldare un’unità d’intenti tra tutte le sigle sindacali confederali, sedute al tavolo della negoziazione, le altre sigle hanno disatteso palesemente gli accordi, dimenticando quella piattaforma.
Noi siamo rimasti coerenti.
Non ci si accusi, poi, di cercare cavilli o di fare politica avversa al Governo con la scusa del rinnovo contrattuale: si dice che il nostro Segretario faccia tutto questo perché aspiri a divenire il prossimo Segretario del Partito Democratico, replicando quanto già avvenuto altre volte in passato ma, pure fosse, non sono stati appartenenti di CGIL a beneficiare di ruoli parlamentari in cambio del loro asservimento strumentale.
Per questo scenderemo in piazza per lo sciopero generale di Venerdì 12 Dicembre: non perché vogliamo accorciare la settimana lavorativa, come biecamente ci accusano esponenti del Governo, in quanto lo sciopero è, per noi lavoratori, la perdita di una quota di guadagno che pesa parecchio se vista in funzione percentuale al misero stipendio che riceviamo (gli enti locali sono quelli in cui si guadagna meno rispetto all’intero comparto pubblico e non parliamo, poi, se commisurati alla gran parte del resto d’Europa), ma lo facciamo perché è l’unica arma concreta che abbiamo per far sentire la nostra voce.
E considerato che molti dei nostri iscritti e simpatizzanti lavora anche nei giorni di sabato e domenica (ad esempio turnisti, forze di polizia locale, etc.), non si capisce che settimana lavorativa si voglia accorciare con lo sciopero del venerdì.
Purtroppo siamo un Paese in cui la delegittimazione dell’avversario è ormai divenuta la prassi usuale per non affrontare concretamente i temi che impattano sulla carne viva delle persone e il vittimismo di alcuni esponenti di Governo diviene narrazione usata come arma di distrazione di massa.
Restiamo uniti e stateci vicino!
Ne va della nostra dignità di lavoratori ed anche di quella dei nuovi e futuri colleghi che, ove si attestasse questo assurdo ed indecoroso modo di imporre le trattative, creerebbe precedenti parecchio preoccupanti.
Maurizio Guarnaccia
R.S.U. di FP CGIL per la Città Metropolitana di Catania